PERFETTO? NO, GRAZIE!

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PERFETTO? NO, GRAZIE!

Messaggio  Admin il Mar Feb 21, 2012 1:51 pm



Dal film di Darren Aronofsky. Con Natalie Portman, Vincent Cassel, Mila Kunis, Barbara Hershey, Winona Ryder. Titolo originale Black Swan. Thriller, durata 110 min. - USA 2010. - 20th Century Fox uscita venerdì 18 febbraio 2011.

" In questi 4 anni ti ho vista sempre cercare come un'ossessa la perfezione in ogni singolo passo, ma mai ti ho vista lasciarti andare alle emozioni...è necessario metterci il cuore... sorprendi te stessa e sorprenderai chi ti guarda, saper andare oltre..."

Stamattina una cara amica ha soffermato la mia attenzione su questo film, proponendomi in particolare la scena che pubblico. E devo dire grazie per questi 54 secondi di "vita" Smile
La perfezione, o il voler superare a tutti i costi, è un fenomeno sociale molto diffuso soprattutto in contesti dove regnano i concetti di produttività e rendimento ma, di riflesso, il voler superare altri ci allontana da ciò che siamo costruendo una bolla di sapone che nel migliore dei casi scoppia. Ma da dove nasce la ricerca di perfezione? Ci sono fattori intrinsechi ed estrinsechi. Quando nasce da uno stimolo esterno l'abbiamo detto, e la ricerca della perfezione in ambito di competizione con ciò che è fuori da noi stessi assume un ruolo deviante nella nostra vita, ma può anche nascere da uno stimolo interno, come pare accadere alla protagonista del film.Esattamente quindi la ricerca della perfezione si traduce come un voler prendere le distanze da ciò che si è o si è vissuto. Lasciarsi andare alle emozioni... è il miglior modo per avvicinarci a ciò che siamo, accettarlo e, perchè no, intervenire su quegli elementi in cui avvertiamo l'esigenza di migliorarci, di poter dare di piu', di poter aprire nuove frontiere e scoprire altri livelli di capacità intrapersonali che fino ad allora ci erano sconosciuti. La competizione con se stessi quindi è quella che ci porta ad essere "perfettamente" in linea con ciò che siamo, alla nostra accettazione, alle nostre consapevolezze e, di conseguenza, al raggiungimento dei nostri desideri.
Lo strumento per eccellenza che ci viene in aiuto o supporto in questa "competizione individuale", in questo chiederci di piu' o semplicemente scoprirci è il coaching, di cui trovate ampia illustrazione nella sezione del forum dedicata.

Francesco Paolo


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Re: PERFETTO? NO, GRAZIE!

Messaggio  Angelo Fabbri il Mar Mar 06, 2012 10:57 pm

Quello che mi fa riflettere è la differenza tra la ricerca del maggior risultato e quella della perfezione, che per definizione è irraggiungibile se non in quei magici, rarissimi istanti in cui non esiste separazione alcuna tra se stessi e il corpo. Ma a questo ci si arriva, a volte, dopo lunghi anni di preparazione specifica nei luoghi e con i maestri giusti, e molta predisposizione, oppure in alcuni flash che a volte non sappiamo neanche riconoscere.
La ricerca della perfezione, come viene detto dalla protagonista, è frutto di una fissazione che è quasi psicosi, è monomania. Ma io credo anche che spesso sia un rifugio, anche superstizioso, per giustificare i propri fallimenti, o quelli che vengono percepiti come tali. Io contesto la necessità della produttività ad ogni costo, del massimo risultato possibile misurato in termini di successo ed economici, e non lo faccio perché credo che il denaro sia inutile, tutt'altro, ma perché mettendosi su questa strada si paga un prezzo troppo alto, impossibile da giustificare.
Le persone sono diverse una dall'altra e c'è chi ha bisogno di essere stimolato e chi invece deve essere tranquillizzato, rassicurato, chi guidato e chi frenato. Io cdredo che la strada della consapevolezza sia utile a tutti, quella dell'efficienza no, è troppo pericolosa.

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Re: PERFETTO? NO, GRAZIE!

Messaggio  cinzia negrini il Mer Mar 07, 2012 4:36 pm

Buongiorno a tutti!
Molto bello anche questo film...
Secondo me, il cigno nero altri non è che la persona lungamente repressa nella protagonista, che volendo essere una ballerina perfetta a tutti i costi,si priva di tutto ciò che poteva darle piacere.
Alle spalle una madre,ex ballerina di scarso successo,che le insegna che solo rasentando la perfezione si riceve amore. Non la lascia libera di vivere la sua vita e di "crescere" se non con la disciplina della rinuncia.
Ma un giorno arriva una rivale, che oltre ad essere una bravissima ballerina, è anche una persona che non si priva dei piaceri della vita, vive la sua sessualità e la mondaneità: tutto questo crea confusione e gelosia nella protagonista.
E questa confusione fa crescere dentro di sè il cigno nero, la sua voglia di sfogare le sue emozioni e le sensazioni represse e, un pò per volta,si manifesterà sempre più frequentemente sino all'impossessarsi e sopprimere la ballerina perfetta, cioè il cigno bianco.
Questo film parla si disequilibrio, del reprimersi,del fare le cose senza trarne soddisfazione alcuna: il fare per essere....
La competizione della protagonista contro la rivale, oltre alla competizione con se stessa per reprimersi: fattori negativi che portano a situazioni negative.
Eppure ,come dici tu Francesco, la competizione con se stessi è una sanissima competizione che dovrebbe portarci a guardarci dentro, capire i nostri limiti e insegnarci a superarli, con il fine di darci delle soddisfazioni e accrescere la nostra autostima.
Importante è, secondo me, accettare e cercare piccole sfide da affrontare ogni giorno, come magari spostarsi in treno, o provare ad aggiustare piccoli elettrodomestici ( eh,eh) affraid il provare a vedere se si è capaci....piccole sfide, ma che ci aiutano ad avere più fiducia in noi stessi, ed a non arrenderci difronte ad un insuccesso.
Ci vogliono energia, dinamismo ed una buona dose di elasticità mentale per affrontare la vita ed anche solo il quotidiano.( aggiungerei anche ironia).
Un caloroso saluto
Cinzia sunny

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